Marco ha un ristorante di mare sulla costa adriatica. Il suo piatto più venduto è il fritto misto — duecentottantacinque porzioni al mese. Ne è orgoglioso, e ha ragione di esserlo.
Ma quando guardiamo i numeri insieme, la grigliata del pescatore — che esce solo quarantotto volte al mese — genera quasi diciannove euro di margine ogni volta. Il fritto misto, il suo "campione", ne genera undici e settanta: meno di due terzi.
"E cosa devo fare?" mi ha chiesto Marco.
"Tre cose. Piccole. A costo zero."
Prima di arrivare a quelle tre cose, però, dobbiamo capire qualcosa di fondamentale sul modo in cui i clienti leggono un menu.
Non lo leggono. Lo scansionano.
Un cliente medio dedica tra i novanta secondi e i tre minuti alla lettura del menu prima di scegliere. In quel tempo non legge ogni voce con attenzione — il suo occhio segue un percorso preciso, si ferma su certi punti, salta altri quasi completamente.
Questo percorso non è casuale. È stato studiato per decenni da ricercatori di marketing e consulenti di menu design, e produce risultati abbastanza consistenti da permettere di prevedere dove atterrerà l'occhio di un cliente che apre il menu per la prima volta.
Su una pagina, la zona di massima attenzione è in genere in alto al centro — il primo punto dove l'occhio si ferma. La seconda zona è in alto a destra. La terza è al centro della pagina, specialmente se c'è un elemento grafico che la segnala.
Le zone di minore attenzione sono in basso a sinistra e nelle sezioni centrali di liste lunghe — dove le voci si perdono in una fila uniforme di alternative identiche.
Questo significa che la posizione di un piatto nel menu non è una questione estetica. È una scelta commerciale. Mettere un Puzzle — alto margine, poco ordinato — nella zona di massima attenzione è il gesto più semplice e più potente per aumentarne le vendite, senza cambiare la ricetta, senza abbassare il prezzo.
Le cinque leve della psicologia del menu
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1La descrizione evocativaConfrontiamo due modi di presentare lo stesso piatto: "Branzino al sale" contro "Branzino selvatico del Mediterraneo, ricoperto di sale marino e cotto lentamente nel forno a legna. La crosta si rompe al tavolo, davanti a voi." Stesso costo di produzione. Il secondo si vende significativamente di più — non perché il piatto sia cambiato, ma perché il cliente ora capisce cosa sta per mangiare.
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2L'ancora di prezzoUn piatto volutamente costoso in cima a una sezione non serve necessariamente a essere venduto — serve a far sembrare ragionevoli tutti gli altri prezzi della sezione. Un plateau di frutti di mare a 55€ fa sembrare la grigliata a 32€ la scelta intelligente tra qualità e prezzo.
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3Il box graficoUn riquadro, una stella, la scritta "Lo chef consiglia" attira l'occhio tre o quattro volte di più della lista normale. Va usato con parsimonia — non più di due o tre elementi per sezione. Se tutto è evidenziato, niente lo è.
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4La posizione nella listaIl primo e l'ultimo piatto di ogni sezione vengono ricordati meglio degli altri — l'effetto di primacy e recency. Posizionare un Puzzle in prima o terza posizione aumenta le probabilità che venga notato e scelto, senza nessun'altra modifica.
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5Il prezzo senza simbolo €Scrivere "18" invece di "€18,00" riduce quello che i ricercatori chiamano il "dolore del pagamento" — una ricerca della Cornell University ha misurato un aumento della spesa media al tavolo del 3-4% semplicemente rimuovendo il simbolo della valuta.
Le tre micro-azioni di Marco
Tornando a Marco: cosa fare con la grigliata del pescatore, il Puzzle da diciotto euro e sessanta di margine che esce quarantotto volte al mese invece delle centocinquanta che potrebbe? Tre cose, a costo zero.
Spostarla. Era l'ultima voce della sezione secondi — la zona più fredda del menu. Nuova posizione: prima voce, con box grafico dedicato e una descrizione che raccontava la provenienza del pesce invece di limitarsi a elencarlo.
Costruire un'ancora. Un plateau di frutti di mare a 55€ inserito all'inizio della sezione. Non per venderlo necessariamente — per rendere la grigliata a 32€ la scelta intelligente.
La frase del cameriere. Un briefing di dieci minuti prima del servizio: "Stasera, a ogni tavolo, nominate la grigliata del pescatore. Dite che il pesce è arrivato stamattina." Una frase, autentica, per tavolo.
"La cucina era la stessa," ha detto Marco. "Il pesce era lo stesso. L'unica cosa che ho cambiato è come raccontavo quello che facevo."
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